Certificati medici in ambito CAI


clicca qui per scaricare la comunicazione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri in relazione alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 243 del 18 ottobre del Decreto 8 agosto 2014 in materia di certificati medici per l'attività medica non agonistica

 

Prevenzione e certificazione medica Club Alpino Italiano

 

L’attuale situazione economica italiana, aggravata da un deficit pubblico in costante aumento, andrà nel futuro ad impattare, già se ne vedono gli effetti, anche sul sistema sanitario nazionale. L’aumento dell’età media della popolazione, cure mediche- chirurgiche sempre più efficaci ma anche più costose, influenzeranno sempre di più la spesa pubblica, con necessità di razionalizzazione e risparmi.

 

Appare evidente che solo una adeguata opera di prevenzione e di appropriatezza delle cure consentirà nel prossimo futuro un mantenimento degli attuali livelli assistenziali. L’opera di prevenzione deve essere applicata ad ogni livello, anche nel nostro sodalizio.

 

Tale obiettivo diventa ancora più importante per il riscontro di una sempre più numerosa e poco consapevole frequentazione alpina, che comporta maggior rischio di incidenti e malori, in momenti di riduzione di risorse anche a carico del sistema emergenza-urgenza territoriale e del soccorso alpino in particolare.

Il Club Alpino Italiano deve quindi, a nostro parere, diventare punto di riferimento nazionale per un cambiamento culturale radicale nel campo della prevenzione sanitaria.

 

Il nostro essere volontari non ci esime, ad ogni livello, dal possedere sul campo una adeguata professionalità, dovendo affrontare la montagna che è, lo sappiamo bene, anche rischio e pericolo. Pensiamo alla necessità di una corretta e sicura progressione su parete di roccia o ghiacciaio. E allora perché non essere professionali anche nel campo della prevenzione  e del trattamento sanitario di primo soccorso, a nostro parere altrettanto importanti?

 

E’ per questo motivo che di fronte ad una precisa richiesta della Direzione CAI, provocata dalla conversione in legge del decreto sulla certificazione medica nelle attività sportive e ludico-motorie, la Commissione Medica Nazionale da me presieduta, ha compiuto un primo passo dando una prima regolamentazione tecnica.

 

Tale parere, non confutabile a livello clinico-sanitario, essendo la commissione medica, unica tra le commissioni CAI, composta nella sua interezza da medici, pensiamo debba influenzare in modo importante la cultura della prevenzione all’interno del nostro sodalizio, e tale cambiamento culturale va indirizzato, in prima istanza, verso coloro che hanno compiti di responsabilità verso altri.

 

Sono fermamente convinto che sia condizione necessaria del nostro andare in montagna, un cambiamento di mentalità, una nuova consapevolezza che, badate bene, non influisce in alcun modo sulla nostra libertà e non accentua il carico burocratico, (vi assicuro che le procedure da seguire in caso di incidente o malore nel corso della pratica escursionistica-alpinistica sono molto, ma molto, più pesanti e complesse) ma valorizza la salute e la libertà altrui: pensiamo ad un istruttore colto da malore, perché affetto da patologia misconosciuta, che si trova ad accompagnare un gruppo in condizioni  ambientali e territoriali difficili; oppure, ma qui andiamo sui prossimi progetti, che in caso di incidente o malore, non riconosce la gravità delle condizioni cliniche, o non si rapporta in modo corretto ed efficace con il soccorso.

 

Tale consapevolezza deve diventare parte integrante della nostra etica dell’andare per monti, rendendo superfluo qualsiasi obbligo od imposizione.

 

Dobbiamo renderci conto che una adeguata conoscenza del nostro stato di salute, confermato da visita medica, e in taluni casi da Elettrocardiogramma basale e/o da sforzo, non solo è importante per noi stessi, ma lo è soprattutto per gli altri. Conosco bene la nostra voglia di montagna, e il timore di riscontrare qualche patologia che ci tolga la possibilità di frequentarla come desideriamo, ma è proprio su questo che dobbiamo insistere: la tutela del nostro stato di salute è fondamentale anche in funzione di chi si accompagna e di chi eventualmente ci soccorre, talvolta in condizioni difficili e pericolose per la propria vita (troppo poco si pensa agli operatori del soccorso, anch’essi volontari).

 

Cultura quindi come assunzione di responsabilità, consci che un corretto approccio sanitario, diventa ausilio insostituibile e necessario nella nostra stupenda, unica ed appagante attività di volontariato su per i monti.

Dott. Luigi Festi, Presidente OTCO Medico