Accompagnatori Sezionali di Escursionismo C.A.I.

 

i testi che seguono sono l'esatta trascrizione degli articoli pubblicati sull'argomento dal mensile "Lo Scarpone"

febbraio 2008 - pag 11
maggio 2008 - pag 4
febbraio 2009 - pag. 9
luglio 2009 - pagg. 14 e 15
Regolamento degli OTCO/OTPO  - art. 34   + 29-33
 

 

L’incontro di Bergamo

Largamente condivisi dai titolati gli obiettivi che il Consiglio centrale ha assegnato alla nuova struttura. In programma ora la pianificazione della base tecnico-culturale comune.

 

UniCai, le priorità

LO SCARPONE, FEBBRAIO 2008 - pagina 11

 

La programmazione

 

Il primo dicembre si è svolta una riunione di programmazione di UniCai.

Dopo aver riflettuto sullo stato del progetto, su quanto già realizzato e sulla valutazione dei risultati dell’incontro di Bergamo, è stato definito l’elenco delle priorità per le azioni da intraprendere nel 2008:

1) coordinamento della revisione dei regolamenti OTCO per quanto attiene al mandato e agli aspetti trasversali;

2) coordinamento dell’introduzione della figura del sezionale e definizione dei tratti comuni e dei criteri di base per la sua formazione;

3) pianificazione della base tecnico-culturale comune e corsi pilota;

4) confronto sulle competenze operative degli OTCO;

5) realizzazione dell’area WEB UniCai e studio del software di gestione;

6) studio e realizzazione del libretto unico e di tesserino dei titolati;

7) pianificazione delle metodologie applicative;

8) introduzione del principio di monitoraggio permanente dei processi di formazione, verifica e aggiornamento;

9) predisposizione di strumenti didattici e gestionali.

 

Una nuova figura

 

Di un certo interesse immediato appare la figura del “sezionale” che, come noto, è stata introdotta dall’articolo 34 del nuovo regolamento degli organi tecnici operativi approvato dal Consiglio centrale il 29 settembre. Il sezionale ha dipendenza tecnica diretta dall’OTPO competente per territorio, il suo nominativo è inserito in apposito albo istituito presso il Gruppo regionale ed è soggetto all’obbligo degli aggiornamenti e della verifica dell’attività.

La qualifica di “sezionale” è rilasciata dal presidente sezionale a seguito di parere favorevole dell’OTPO e del direttore di scuola o responsabile di attività sezionale. I relativi percorsi formativi sono di competenza dei relativi OTCO, coordinati in UniCai per gli aspetti trasversali e la base culturale comune, che ne demandano l’attuazione agli OTPO.

Ora è necessario razionalizzare le esperienze pregresse e riempire di contenuti questa nuova figura, con particolare riferimento alla sua formazione e alla base culturale comune.

È una grande occasione per valorizzare il vasto patrimonio umano e professionale dei tecnici che affiancano i titolati con le denominazioni e le formulazioni più varie portando un contributo indispensabile alle attività di istruzione, accompagnamento e ricerca.

La qualità della formazione inizia da subito e l’importanza dei fondamentali è nota a tutti: trovare la sintesi tra risorse ed esigenze nel quadro della qualità che sempre contraddistingue le attività del Club alpino italiano è la sfida che ci aspetta tutti.

A cura del Comitato TC di UniCai

 

UNICAI  Aggiornamenti dall' Unità formativa di base

Una maggiore definizione è stata stabilita per questa nuova figura rispetto a quanto previsto dall'articolo 34 per l'inserimento nel futuro albo regionale

 

Formazione del "sezionale"

LO SCARPONE, MAGGIO 2008 - pagina 4

 

La figura dell’istruttore, accompagnatore e operatore sezionale, introdotta dal nuovo regolamento degli organi tecnici operativi, sta suscitando un grande interesse nell’ambito dei settori deputati alla formazione, all’accompagnamento e alla ricerca. Il tema è stato introdotto sul numero di febbraio dello Scarpone in quanto costituisce una delle priorità delle attività 2008 di UniCai. Gli elementi fondamentali della nuova figura sono indicati dall’articolo 34 del regolamento degli organi tecnici, che la istituisce e la pone all’inizio del percorso formativo per i titolati CAI, strutturato con un titolo di primo livello (regionale) e un altro di secondo livello (nazionale).

Il sezionale collabora con i titolati nello sviluppo delle attività e dipende direttamente sul piano tecnico dall’organo tecnico periferico operativo (OTPO) competente per territorio, eventualmente tramite la scuola sezionale ove esistente. Analogamente l’OTPO cura l’aggiornamento e controlla l’effettiva operatività del sezionale. I nominativi dei sezionali saranno inseriti in appositi albi da istituire dai gruppi regionali e da tenersi aggiornati a cura dagli OTPO, presumibilmente con cadenza annuale.

I criteri per la formazione e l’aggiornamento sono di competenza degli organi tecnici centrali operativi (OTCO) per i relativi settori, coordinati in ambito UniCai per gli aspetti trasversali e per la base culturale comune, mentre la realizzazione dei corsi è demandata ai relativi OTPO, che possono delegare le scuole sezionali ove esistenti. Conseguire un ragionevole allineamento dei criteri per la figura sezionale fra i vari OTCO è di grande importanza nell’ottica della rivisitazione dei percorsi formativi dei titolati attualmente in corso, e presenta almeno due aspetti di notevole complessità. Allo stato attuale le figure costituenti di fatto il livello sezionale sono variamente definite e strutturate nei diversi settori. In alcuni, prevalentemente nelle scuole, il sezionale è da diversi anni una figura consolidata per la quale si prevedono specifici criteri di accesso, formazione e mantenimento; in altri i criteri sono variamente definiti e l’applicazione non ancora soddisfacente; altri settori ancora, almeno finora, non hanno ritenuto opportuno attivare questa figura, che non è ovviamente da intendersi obbligatoria. Inoltre, le esigenze specifiche delle varie specialità sono molto diverse fra loro, anche per ragioni oggettive, e l’indispensabile sintesi condivisa per definire le linee portanti della nuova figura richiederà approfondimenti adeguati e messe a punto progressive.

Un primo e concreto passo è stato compiuto nella riunione UniCai di febbraio, quando i presidenti di OTCO hanno concordato una serie di requisiti a maggior definizione rispetto a quanto previsto dall’articolo 34 per l’inserimento nel futuro albo regionale. Innanzi tutto l’interessato dovrà essere maggiorenne, socio CAI da almeno due anni e godere dei diritti civili. Inoltre dovrà avere un curriculum minimo personale e aver frequentato un corso di formazione di base adeguato al settore di riferimento o dimostrare competenze equivalenti. Il modulo sulla base culturale comune, unico per tutte le specialità e attualmente allo studio in ambito UniCai, sarà l’elemento qualificante della formazione trasversale della nuova figura. La preparazione specialistica infine dovrà avvenire secondo standard prefissati nell’ambito delle strutture di appartenenza, con la collaborazione continuata alle attività sotto il controllo di titolati, e potrà prevedere anche un corso strutturato di formazione o un adeguato periodo di tirocinio diretti da un titolato di secondo livello. Il controllo tecnico di questo processo è di responsabilità degli OTPO che possono delegarlo alle scuole sezionali di competenza, ove esistenti. Il parere favorevole dell’OTPO, eventualmente su segnalazione del direttore della scuola sezionale, consentirà la nomina ufficiale del sezionale, ovviamente di competenza del presidente della sezione di appartenenza, e quindi l’inserimento nel relativo settore dell’albo regionale delle figure sezionali. Le sinergie che potranno scaturire dallo sviluppo di un progetto integrato di questa portata tra i vari organi tecnici, da una fase comune negli iter formativi fino ad oggi rigorosamente verticali e dalla necessaria collaborazione fra organi tecnici e gruppi regionali, sono tutte da scoprire, da costruire e da valorizzare. E i gruppi regionali e le sezioni che lo riterranno opportuno potranno portare contributi importanti sul piano organizzativo e finanziario sulla formazione trasversale dei sezionali e dei titolati, nella ricerca della qualità che ci vede tutti impegnati.

 

UNICAI Il Comitato tecnico culturale

 

COSI’ il REGOLAMENTO

1. Oltre alle categorie di cui all'art. 29, è prevista nell'ambito del Club alpino italiano la figura dell'istruttore, accompagnatore o operatore sezionale, con dipendenza tecnica diretta dall'OTPO competente per territorio.

2. Ogni OTCO, relativamente ai corsi di formazione e aggiornamento dei sezionali, fissa i criteri di ammissione e le modalità di svolgimento e frequenza, demandandone agli OTPO l'attuazione.

3. Anche per i sezionali devono intendersi operativi i disposti degli art. 31, 32 e 33 con gli opportuni adattamenti.

4. L'albo dei sezionali viene istituito presso il GR di competenza ed è tenuto aggiornato a cura del relativo OTPO.

5. La qualifica di sezionale viene rilasciata dal presidente della sezione di appartenenza a seguito del parere favorevole dell'OTPO e dell'eventuale direttore della scuola sezionale o del responsabile sezionale dell'attività.

 

UNICAI  Attività e prospettive

È in fase di progettazione un primo corso della base culturale comune che si realizzerà entro l’anno. E’ rivolto agli aspiranti sezionali indipendentemente dalla futura specializzazione

Una via difficile, ma non impossibile

LO SCARPONE, FEBBRAIO 2009 - pagina 9

La figura del Sezionale

L’articolo 34 del Regolamento generale degli OTCO e degli OTPO indica per la prima volta nella storia del CAI la figura dei sezionali; in passato erano definiti aiuto-istruttori, aiuto-accompagnatori eccetera, e su queste figure, che si stentava ad ufficializzare o si faceva finta che non esistessero, si appoggia la maggior parte dell’attività di insegnamento e di accompagnamento del Club Alpino Italiano; il regolamento approvato dal Consiglio centrale ha quale asse portante il miglioramento continuo e costante della qualità del servizio offerto da istruttori, accompagnatori e operatori, e pertanto non ci si poteva dimenticare di questa figura fondamentale; definirne il profilo e il contenuto è stato un risultato conseguito da UniCai che ha fissato i requisiti minimi e l’iter formativo richiesti per ricoprire questa funzione in forma assolutamente trasversale, demandando ai singoli OTCO l’individuazione dei contenuti di specialità; non più promozioni sul “campo di battaglia” ma riconoscimento attraverso un percorso metodico e qualificante curato dagli OTPO, che potranno delegarne l’attuazione alle scuole da loro dipendenti, ove esistenti.

Al completamento del percorso e su richiesta formale degli OTPO, i presidenti di sezione potranno ufficializzare la nomina dei nuovi sezionali, il cui nominativo sarà inserito negli appositi albi da costituire a livello regionale.

Al momento è in corso una verifica degli elenchi degli attuali “aiuto” nei vari settori a tutto il 2008 da parte degli OTPO, che li sottoporranno ai rispettivi OTCO per definire le condizioni e le modalità di inserimento nei nuovi albi regionali.

 

Una base culturale comune

La figura del sezionale non poteva essere disgiunta dalla definizione della base culturale che rappresenta la parte comune a tutti i titolati del loro percorso formativo, a ciascuna area essi appartengano, per poter perseguire l’obiettivo di una comune identità.  Viene spontaneo chiedersi perché si senta il bisogno di una base culturale e quale necessità sia intrinseca in questo percorso.

I singoli OTCO nella loro storia hanno sempre perseguito, e giustamente, l’obiettivo del miglioramento della tecnica, giungendo in certi settori a livelli inimmaginabili per un sodalizio basato esclusivamente sul volontariato; ma è proprio nella struttura del volontariato che sta il limite della esasperazione tecnica.

Il mondo del professionismo, la sola tecnica, la può (non la sa) gestire al meglio, se non altro per la ricerca di un profitto economico, che eticamente non ha ragione di essere per il volontario, che opera per spirito di servizio. La sola tecnica porta a mortificare o a rendere anomala l’azione del volontario, che invece deve avere dei riferimenti in valori etici che si esprimono attraverso valori culturali, e che devono essere un patrimonio comune di tutti i titolati del CAI.

È in fase di progettazione un primo corso della base culturale comune che si realizzerà nel 2009, rivolto agli aspiranti sezionali indipendentemente dalla futura specializzazione; e l’idea sarebbe di farne anche un secondo entro l’anno. Ritorneremo sui contenuti e sui metodi della base culturale comune, così come dell’iter formativo del sezionale, in un prossimo articolo.

Ora non resta che…rimboccarsi le maniche!

Il CTC di UniCai

UNICAI  Formazione del nuovo titolato

Al via la figura tecnica del sezionale

LO SCARPONE, LUGLIO 2009 - pagine 14 e 15

Con un documento UniCai, approvato all’unanimità nella riunione tenutasi a Reggio Emilia il 4 aprile, sono state stabilite le modalità per la formazione dei sezionali e per l’accesso al relativo albo regionale. Come noto, la figura sezionale è stata introdotta dal regolamento OTCO/OTPO per formare con uno schema uniforme e su una base culturale comune quanti collaborano con i titolati (istruttori, accompagnatori e operatori) di 1° e 2° livello nell’ambito delle sezioni e delle scuole nelle attività di tipo didattico e formativo, di accompagnamento e di ricerca.

Gli otto presidenti di OTCO dotati di figure titolate (CNSASA, CCAG, CCE, CCS, CONSFE, CSC, CCTAM e SVI) hanno concordato le modalità di formazione per quanti siano all’inizio del percorso formativo, nonché la procedura provvisoria per l’inserimento in albo di quanti già operino da tempo in funzioni analoghe, tramite valutazione dell’attività e percorsi di aggiornamento.

Su due precedenti articoli dello Scarpone è già stata presentata la figura del sezionale (maggio 2008) e introdotto il quadro culturale di riferimento per la base culturale comune (febbraio 2009).

Di seguito si riportano ampi stralci del documento, distribuito ai GR e OTPO e scaricabile dalle pagine web di UniCai.

 

Criteri generali

Questo il quadro di riferimento generale:

 • il sezionale non nasce per creare una nuova figura a sé stante, ma per razionalizzare e coordinare i numerosi profili assimilabili nati nei vari settori in tempi e con modalità diverse; e identificati con vari termini, in particolare di “aiuto” istruttore, accompagnatore eccetera.

• interessati a questa figura sono i soci che collaborano, o intendono collaborare, con titolati del CAI e all’interno delle attività sviluppate dagli organi tecnici;

• la definizione dei criteri di specialità del sezionale è di competenza dei singoli OTCO, coordinati in UniCai.

• la realizzazione dei corsi e il controllo sulla formazione, l’aggiornamento e l’attività dei sezionali è demandata ai relativi OTPO, che possono avvalersi delle singole scuole, ove esistenti, o di titolati di secondo livello.

• su proposta dell’OTPO, eventualmente a seguito di valutazione positiva di chi ha seguito concretamente la formazione dell’interessato, il presidente della Sezione di appartenenza nomina il sezionale e il suo nominativo sarà inserito nell’albo apposito attivato presso il Gruppo regionale, a cura dell’OTPO che ne cura la gestione.

• attualmente alcuni OTCO non hanno figure sezionali, e valuteranno in quali tempi introdurre la nuova figura.

 

La figura sezionale

La figura sezionale ha queste caratteristiche:

• istruttore, accompagnatore od operatore di (…), non titolato, a seconda del settore di appartenenza;

• lavora in ambito tecnico/culturale a livello esclusivamente sezionale;

• deve sempre operare nelle attività sezionali o all’interno di strutture didattiche riconosciute in affiancamento a titolati di 1° o 2° livello;

• dipende tecnicamente dal relativo OTPO e operativamente dal direttore della Scuola o dal responsabile della commissione o struttura di riferimento.

A regime, negli organici delle attività soggette a nulla osta potranno comparire solo figure titolate (1° e 2° livello) o sezionali.

 

Accesso alla formazione

Il futuro sezionale – che deve essere maggiorenne all’atto della nomina, avere almeno due anni di anzianità CAI, e godere dei diritti civili – ha come prerequisito di accesso al percorso di formazione un curriculum individuale di specialità, della durata di almeno due anni, i cui contenuti minimi sono definiti dall’OTCO di riferimento in relazione alla specialità. È preferibile che il candidato abbia partecipato ad un corso di formazione di base fra quelli identificati dallo stesso OTCO come propedeutici all’attività.

L’interessato compila una domanda standard indirizzata all’OTPO, controfirmata dal presidente della Sezione e, se presente, dal direttore della Scuola o dal responsabile della Commissione sezionale in cui opera. La firma del presidente non implica ovviamente una valutazione di tipo tecnico, di esclusiva competenza dell’OTPO.

 

Percorso formativo

Il percorso formativo del sezionale ha la durata minima di un anno e si articola in formazione specialistica e base culturale comune.

 

1) FORMAZIONE SPECIALISTICA

Tale percorso viene definito in dettaglio da ciascun OTCO, e dovrà ispirarsi ai seguenti criteri generali:

a. collaborazione con l’attività sezionale di riferimento per un periodo minimo di un anno;

b. partecipazione ad un tirocinio/corso e successiva verifica di specialità con titolati di 2° livello sui contenuti stabiliti dall’OTCO;

c. verifica sui contenuti minimi tecnico/culturali trasversali (competenze minime di base) concordati in UniCai e costituenti la base tecnico/culturale comune.

 

2) BASE CULTURALE COMUNE (BCC)

Modulo formativo svolto in comune indipendentemente dalla specialità di riferimento, con modalità e contenuti definiti in ambito UniCai. In via transitoria, nelle zone ove non siano stati ancora attivati i moduli della BCC, i relativi contenuti saranno svolti a cura del responsabile della formazione specialistica sulla base di un protocollo UniCai di riferimento. Al termine del percorso formativo e delle verifiche connesse, l’OTPO propone al presidente sezionale la nomina dell’interessato, e il suo nominativo viene successivamente inserito in un albo a cura dello stesso OTPO.

 

Percorso formativo speciale

Il percorso formativo speciale del sezionale mira a recuperare le figure che svolgono da tempo attività assimilabili presso le strutture tecnico/didattiche del Club. Trattandosi di figure già in attività e conosciute dai responsabili di settore, il documento de-finisce una procedura comune a tutti gli OTCO per recuperare il pregresso e inserire i nominativi in albo secondo un riferimento comune e concordato. Questa procedura è a termine e riguarda esclusivamente soggetti già in attività o in formazione nel corso del 2008. Gli OTPO hanno iniziato un controllo degli elenchi, con la collaborazione di scuole e commissioni sezionali, filtrando le varie po-sizioni secondo criteri di specialità stabiliti dai relativi OTCO. Gli interessati presentano una domanda standard di ammissione all’albo dei sezionali, controfirmata come nel caso generale. A seconda del percorso formativo svolto e degli aggiornamenti effettuati, si potrà avere l’accesso diretto per presa d’atto o condizionata ad un percorso di aggiornamento stabilito e verificato dall’OTPO.

 

Prossimi passi

L’istituzione degli albi a livello regionale, di competenza dei Gruppi regionali, è il momento formale che sancisce l’attivazione della nuova figura. Gli OTPO, ai quali spetta la gestione dell’albo, provvederanno all’inserimento dei nominativi e a tenere aggiornato l’albo con meccanismi derivati da quelli in atto per i titolati. Di grande importanza sarà

la diffusione di iniziative di aggiornamento trasversale su temi comuni a più specialità. Altro passaggio cruciale è la realizzazione dei moduli formativi della Base culturale comune, tema prioritario nell’agenda UniCai 2009, insieme alla ridefinizione dei percorsi formativi e delle competenze dei titolati.

 

UniCai  Il Comitato tecnico culturale

 

REGOLAMENTO PER GLI

ORGANI TECNICI OPERATIVI

CENTRALI E PERIFERICI

Approvato dal CC nella sua seduta del 29 settembre 2007 e

modificato dal CC nella sua seduta del 10 novembre 2007

 

Articolo 34

1. Oltre alle categorie di cui all’art. 29 è prevista, nell’ambito del Club alpino italiano, la figura dell’Istruttore, Accompagnatore od Operatore “Sezionale”, con dipendenza tecnica diretta dall’OTPO competente per territorio.

2. Ogni OTCO, relativamente ai corsi di formazione e aggiornamento dei “Sezionali”, fissa i criteri di ammissione e le modalità di svolgimento e frequenza, demandandone agli OTPO l’attuazione.

3. Anche per i “Sezionali” devono intendersi operativi i disposti degli art. 31, 32 e 33 con gli opportuni adattamenti.

4. L’albo dei “Sezionali” viene istituito presso il GR di competenza ed è tenuto aggiornato a cura del relativo OTPO.

5. La qualifica di ”Sezionale” viene rilasciata dal Presidente della Sezione di appartenenza a seguito del parere favorevole dell’OTPO e dell’eventuale Direttore della Scuola sezionale o del responsabile sezionale dell’attività.

......

 

Articolo 29

1. I titolati CAI sono inquadrati nelle seguenti categorie elencate nell’allegato C:

- istruttori

- accompagnatori

- operatori

2. Per ogni categoria di titolati possono esistere due livelli:

– primo livello (regionale);

– secondo livello (nazionale).

3. Ogni OTCO può inoltre nominare titolati:

– “emeriti”, soci CAI che hanno maturato una operatività diretta di almeno 10 anni consecutivi;

- “onorari”, soci CAI che in un settore specifico, pur senza essere titolati, hanno svolto un significativo livello di attività od acquisito apprezzabili benemerenze a favore dell’OTCO.

4. Ogni OTCO, relativamente ai corsi di formazione e aggiornamento di primo e di secondo livello, fissa i criteri di ammissione e le modalità di svolgimento e frequenza.

 

Articolo 30

1. Al positivo esito degli esami relativi ad ogni corso, segue l’attribuzione da parte del PG, su segnalazione dell’OTCO, della relativa qualifica cui segue l’iscrizione all’Albo istituito presso la Sede Centrale.

2. Al titolato viene rilasciato un apposito libretto personale, unificato per tutti gli OTCO.

3. L’iscrizione all’albo costituisce autorizzazione per lo svolgimento dell’attività.

 

Articolo 31

1. L’accesso ai corsi di formazione per titolati del CAI è subordinato al possesso dei seguenti requisiti, certificati da apposita dichiarazione valida ai sensi di legge:

a) essere socio ordinario o familiare con almeno due anni compiuti di iscrizione al Sodalizio;

b) avere compiuto il 21° anno di età, per i titolati di primo livello; il 23° per quelli di secondo livello, ove presenti, salvo più restrittive disposizioni dei regolamenti dei singoli OTCO;

c) essere in possesso del godimento dei diritti civili.

 

2. Per accedere ai corsi di secondo livello è necessario:

a) che l’aspirante abbia svolto almeno due anni di attività con la qualifica di titolato di primo livello;

b) che abbia ottenuto l’attestato di idoneità tecnica e didattica, nelle rispettive discipline, conseguito dopo apposito esame sostenuto a conclusione dei corsi di qualificazione di primo livello;

c) che abbia mantenuto le altre condizioni richieste al comma 1.

 

Articolo 32

1. La cessazione della qualifica di socio, derivante dalla mancata iscrizione, anche per un solo anno, al Club alpino italiano, comporta la decadenza del titolo.

2. I titolati devono rinnovare l’iscrizione entro il 31 marzo di ogni anno. Decorso tale termine, cessa la copertura assicurativa e, di conseguenza, è inibita, fino al rinnovo dell’iscrizione e comunque non oltre il 31 ottobre, ogni attività operativa o didattica.

3. La qualifica di titolato viene sospesa, ma non annullata, se l’interessato, nell’arco del periodo fissato dal regolamento del proprio OTCO, non ha partecipato senza giustificato motivo ad iniziative obbligatorie di aggiornamento, come pure se non ha documentato l’attività svolta o se documenta un’attività insufficiente.

4. La sospensione è disposta con provvedimento del PG su proposta motivata dell’OTCO, per un massimo di tre anni, dopodichè subentra la decadenza definitiva. La sospensione è revocata con la ripresa dell’attività, previa frequentazione di un corso di aggiornamento e reintegrazione nell’albo dei titolati secondo le modalità stabilite dallo specifico regolamento dell’OTCO.

5. I titolati di secondo livello, ove previsti, che perdano tale qualifica per mancanza di aggiornamento o indisponibilità ad operare a tale livello, mantengono, su propria richiesta, il livello di qualifica inferiore, rispettando le condizioni di operatività previste.

 

Articolo 33

1. I titolati CAI devono spendere la propria qualifica e prestare la loro attività solo nell’ambito delle Sezioni, delle Sottosezioni e delle Scuole del CAI e collaborare nell’ambito della sede centrale; eventuali attività e spendita di qualifica al di fuori del CAI devono essere espressamente autorizzate dal Presidente dell’organo tecnico di riferimento.

2. I titolati del CAI devono prestare la propria opera a titolo gratuito e volontario e non possono essere retribuiti. Hanno peraltro diritto al rimborso delle spese documentate, sostenute nello svolgimento della propria attività, nella misura e secondo le norme previste dal Sodalizio.

 
 

 

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